Nei moderni processi di cablaggio industriale, il controllo della qualità della crimpatura non può basarsi esclusivamente su ispezioni visive o controlli a campione.
Per garantire la ripetibilità del processo e la conformità ai requisiti elettrici e meccanici, vengono utilizzati sistemi di Crimp Force Monitoring (CFM) basati su acquisizione continua della forza di crimpatura durante il ciclo produttivo.
Il segnale fondamentale analizzato è la curva forza–posizione (Force–Displacement curve), ottenuta correlando la forza misurata da una cella di carico (load cell) con la posizione del punzone rilevata tramite encoder lineare o sistema equivalente.
Il CFM può acquisire il segnale in funzione del tempo, ma la rappresentazione tecnicamente significativa per l’analisi di processo è la forza in funzione della posizione (F–s), perché elimina la variabilità legata alla velocità della pressa
Principio del Crimp Force Monitoring (CFM)
Il Crimp Force Monitoring è una tecnologia di controllo in tempo reale basata sull’acquisizione della forza sviluppata durante il ciclo di crimpatura.
Il sistema è tipicamente costituito da:
- Cella di carico (load cell) integrata nel sistema pressa
- Sensore di posizione (encoder lineare o rotativo)
- Unità di acquisizione e analisi dati ad alta frequenza
- Algoritmi di confronto con curve di riferimento (master curve)
Il risultato del processo di acquisizione è una curva che rappresenta la relazione tra:
Forza applicata (F) e posizione del punzone (x) → F(x)
Questa rappresentazione è indipendente dalla velocità della macchina e costituisce la base per l’analisi del processo.
Cos’è una curva di crimpatura
La curva di crimpatura è la rappresentazione del comportamento meccanico del sistema terminale–conduttore durante la deformazione plastica controllata.
Ogni ciclo di crimpatura genera una curva unica, determinata da:
- geometria del terminale
- sezione e struttura del conduttore
- proprietà meccaniche dei materiali
- condizioni dell’utensile (punzone/incudine)
- assetto della pressa
La curva può essere considerata una process signature (impronta di processo) utilizzabile per il controllo qualità al 100%.

Acquisizione del segnale
Il sistema CFM acquisisce:
- Forza istantanea F(t) tramite cella di carico
- Posizione x(t) tramite encoder sincronizzato
I dati vengono convertiti in dominio:
F(x) → curva forza–spostamento
Nota tecnica
La rappresentazione nel dominio tempo (F–t) è utilizzata esclusivamente per diagnostica macchina, mentre l’analisi di processo si basa sulla relazione F–x.
Le 4 fasi cinematiche della curva di crimpatura
Una curva di crimpatura conforme può essere suddivisa in quattro fasi principali. Ogni segmento rappresenta una specifica trasformazione meccanica del terminale e del conduttore.

1. Fase di contatto
È la fase iniziale in cui le alette del terminale entrano in contatto con il punzone e l’incudine.
In questa fase l’incremento di forza è minimo o quasi nullo ed è fondamentale per il corretto posizionamento del terminale prima della deformazione
2. Fase di formatura
Il punzone inizia a deformare progressivamente le alette del terminale verso il conduttore.
La curva mostra una pendenza regolare e crescente, proporzionale alla resistenza alla flessione del materiale metallico.
Questa fase è critica per garantire un avvolgimento corretto attorno ai trefoli.
3. Compressione e compattazione (Compression)
È la fase principale del processo di crimpatura.
Le alette entrano in contatto con il conduttore e lo comprimono plasticamente.
La curva mostra un aumento rapido della forza fino al picco massimo (Peak Force).
In questa fase avviene la maggior parte della deformazione del sistema terminale-conduttore, con eliminazione dei vuoti interni e compattazione dei trefoli per garantire conducibilità elettrica e resistenza meccanica.
4. Ritorno elastico e rilascio (Springback)
Dopo il punto morto inferiore del ciclo, il punzone risale e la forza diminuisce fino a zero.
Sia il terminale che il conduttore mostrano un recupero elastico parziale, che contribuisce a mantenere la pressione di contatto nel tempo.
Diagnostica dei difetti: cosa ci dice la curva CFM
L’analisi della curva reale rispetto alla curva di riferimento (master curve) consente di identificare rapidamente la causa radice di eventuali difetti di processo.
Trefoli mancanti (Missing strands)
La riduzione della massa metallica del conduttore comporta una minore resistenza alla deformazione.
La curva mostra tipicamente:
- riduzione area sotto curva (Work)
- possibile riduzione del peak force
- modifica del profilo nella fase plastica
Nota tecnica: la sensibilità del sistema dipende dal numero di trefoli. Un trefolo mancante su 7 è facilmente rilevabile, mentre su conduttori a 19 trefoli può richiedere algoritmi di analisi avanzata per distinguere il difetto dal rumore di processo.
Isolante nel crimp (Insulation in crimp)
La guaina isolante entra parzialmente nella zona di crimpatura, occupando volume utile destinato ai trefoli.
Questo genera:
- alterazione precoce della curva
- aumento anomalo della forza nella fase iniziale
- possibile shift della curva rispetto al riferimento
Doppia crimpatura
Una doppia alimentazione del terminale o una ripetizione del ciclo genera una curva anomala con:
- incremento della densificazione locale
- sovrapposizione di cicli di deformazione plastica
- Effetti:
- aumento area sotto curva
- possibile secondo picco o plateau anomalo
- incremento non lineare del peak force
Detriti o bave nel terminale
Residui metallici o impurità nella zona di crimpatura possono generare:
- picchi localizzati anomali
- irregolarità nella fase iniziale della curva
- variazioni non ripetibili tra cicli
Sezione del cavo errata
L’utilizzo di una sezione differente rispetto al nominale produce effetti evidenti:
- sezione inferiore → curva depressa e picco ridotto
- sezione superiore → curva più alta e rigida
Parametri critici per la monitorabilità
Non tutte le combinazioni cavo-terminale sono ugualmente monitorabili con sistemi CFM. Durante la progettazione di un processo di crimpatura è fondamentale valutare:
Headroom (margine di separazione)
L’headroom è uno dei parametri più importanti per valutare se una specifica combinazione cavo-terminale può essere monitorata efficacemente tramite Crimp Force Monitoring.
Questo valore rappresenta il margine disponibile tra la forza sviluppata da una crimpatura conforme e quella generata dalla deformazione del solo terminale senza conduttore.
In linea generale:
| headroom superiore al 50% | monitorabilità elevata e ottima capacità di rilevazione dei difetti |
| headroom compreso tra 35% e 50% | monitoraggio generalmente affidabile |
| headroom inferiore al 25% | limitata capacità discriminante e maggiore rischio di falsi allarmi o mancata individuazione dei difetti |
Per questo motivo la verifica dell’headroom rappresenta una delle attività preliminari più importanti nella validazione di un’applicazione CFM..
Cmk (Machine Capability Index)
Il Cmk descrive la capacità del sistema macchina–processo di mantenere una variabilità controllata del segnale di forza rispetto ai limiti definiti.
Interpretazione:
Cmk basso → elevata variabilità e ridotta affidabilità del sistema di classificazione
Cmk elevato → bassa dispersione delle curve
In ambito industriale si considerano generalmente i seguenti valori di riferimento:
| Cmk ≥ 1,33 | processo stabile e adeguato per il monitoraggio CFM |
| Cmk ≥ 1,67 | processo molto stabile |
| Cmk ≥ 2,00 | livello tipicamente richiesto per applicazioni ad alta affidabilità e settori critici |
Durante le attività di avviamento e collaudo, i tecnici Comtec verificano sia l’headroom sia gli indici di capacità del processo, per assicurare che il sistema CFM possa operare con la massima affidabilità e sensibilità nella rilevazione dei difetti
Algoritmi di analisi
I sistemi CFM moderni non si basano solo sul picco di forza, ma su analisi avanzate come:
- Work Index (area sotto la curva)
- Point-to-Point comparison (confronto punto per punto della curva)
- filtri digitali per riduzione del rumore meccanico
Nota: la FFT non è tipicamente utilizzata per analisi primaria della crimpatura, ma può essere impiegata per il filtraggio di vibrazioni della macchina in sistemi avanzati.
Standard di riferimento: IPC/WHMA-A-620
Il controllo qualità della crimpatura è generalmente allineato ai requisiti della norma:
IPC/WHMA-A-620
Per applicazioni di classe elevata (Classe 3), è richiesto:
- controllo continuo del processo
- tracciabilità completa dei cicli
- riduzione della dipendenza da controlli visivi o a campione
Difetti non rilevabili visivamente includono:
- micro-vuoti nel conduttore
- rottura parziale dei trefoli
- intrusione di isolante
- crimpature non uniformi
Il valore aggiunto del Crimp Force Monitoring
L’adozione di sistemi CFM non è solo una scelta qualitativa, ma una strategia industriale per:
- ridurre gli scarti di produzione
- prevenire fermi macchina
- aumentare la ripetibilità del processo
- proteggere il prodotto finale sul campo
Come il sistema CMT100 analizza le curve di crimpatura

Per trasformare l’analisi teorica della curva in uno strumento di controllo reale, è necessario utilizzare sistemi di monitoraggio in grado di confrontare ogni ciclo con una curva di riferimento e generare allarmi immediati in presenza di deviazioni significative.
Il sistema CMT100 utilizza una cella di carico installata sulla pressa per acquisire con precisione la forza sviluppata durante ogni ciclo.
Durante il setup iniziale vengono memorizzate le curve di riferimento ottenute da crimpature verificate e conformi.
Durante la produzione il sistema confronta ogni nuova curva con i parametri memorizzati e verifica automaticamente:
- forza massima
- andamento della curva
- tolleranze impostate
- deriva del processo
- eventuali anomalie
In caso di non conformità il sistema può segnalare immediatamente il problema e arrestare la produzione, evitando la realizzazione di ulteriori pezzi difettosi.
La curva di crimpatura rappresenta una delle fonti di informazione più importanti per il controllo qualità delle connessioni elettriche.
Comprendere come leggerla consente di identificare rapidamente anomalie di processo, monitorare lo stato degli utensili e garantire la ripetibilità delle lavorazioni.
Grazie ai sistemi di Crimp Force Monitoring è possibile controllare il 100% delle crimpature prodotte, ridurre gli scarti e aumentare l’affidabilità del prodotto finale.
In un contesto produttivo sempre più orientato alla qualità e alla tracciabilità, l’analisi delle curve di crimpatura è diventata uno strumento indispensabile per ogni reparto di produzione e controllo qualità.




